Porta Energetica

La Porta Energetica

Bethel Phaigh

Bethel Phaigh è stata una dei ventidue Reiki Master formati da Takata Sensei e il primo Reiki Master dal quale William Lee Rand ha imparato il Reiki (ha avuto in tutto sei Reiki Master).

Bethel insegnava che il trattamento di condizioni e malattie non doveva necessariamente focalizzarsi nelle parti dove i sintomi si presentavano. William Lee Rand racconta che Bethel condivideva spesso il modo in cui Takata Sensei trattava le altre persone. Queste storie sono riportate nel raccondo scritto da Helen Joyce Haberly, Hawayo Takata’s Story, scaricabile da internet.

In uno di questi racconti, un giorno un uomo andò da Takata Sensei per cercare sollievo dal mal di testa. Ma lei, anziché trattargli la testa, iniziò a trattargli la Cistifellea. L’uomo protestò  e disse ‘E’ quassù. Non ho mal di pancia, ho mal di testa!’.

Takata Sensei rispose semplicemente che la vibrazione che percepiva sulle mani era molto più forte sulla Cistifellea, per cui continuò a trattare questa parte. 

Dopo aver trattato la Cistifellea, proseguì con il trattamento completo, che includeva tutte le diverse posizioni delle mani (che lei chiamava Foundation Treatment). Al momento che arrivo’ a trattare la testa, il dolore era già sparito.

In un’altra storia, Takata Sensei aveva ricevuto una richiesta di trattamenti per una ragazza cieca. L’intuizione aveva portato Takata Sensei a trattare per diversi mesi l’area delle ovaie. Dopo questi trattamenti, la ragazza riacquistò la vista.

Bethel diceva che, nel momento di trattare una condizione o malattia, per prima cosa vai nell’area dove i sintomi sono localizzati, e inizia a trattare quella parte. Se percepisci molto Reiki fluire, rimali lì, in quanto il flusso del Reiki indica che quella è l’area da trattare.

Se invece tu o il ricevente non sentite alcuna/poca energia fluire in quell’area, prendi qualche momento per chiarire la tua mente e chiedi alla tua intuizione di mostrarti l’area migliore per trattare quella condizione.

Quando farai questo, è importante che non permetti alla tua mente logica di interferire, in quanto molto spesso la risposta che otterrai non sarà per niente logica.

Una mia esperienza

Qualche anno fa venne da me un uomo sulla cinquantina. Da qualche anno soffriva di un dolore lancinante al braccio destro, al punto tale che prendeva ogni giorno diverse pastiglie di paracetamolo, che oramai prendeva da diversi mesi.

Oltre il dolore iniziale, aveva inoltre sviluppato sintomi legati alla sindrome del tunnel carpale e al gomito del tennista. Aveva completamente perso la funzionalità della mano e del braccio destro, e il dottore gli aveva consigliato di utilizzare un guanto ortopedico, che si estendeva dalla mano all’avanbraccio. Il guanto era dotato di un’anima in metallo che aveva il fine di evitare alcun movimento.

Il dolore era presente da diversi anni, e portava il guanto ortopedico da oramai otto mesi.

Aveva perso il lavoro ed era disoccupato. A suo dire, la sua vita era diventata un inferno.

Era venuto da me con nessuna aspettativa; era stato da numerosi medici, ortopedici, specialisti, e oramai aveva perso completamente le speranze in tutto e tutti. Un giorno sua sorella gli consigliò di fare una seduta di Reiki, spiegando che oramai aveva provato tutte le vie della medicina tradizionale e che magari avrebbe dovuto provare qualcosa di diverso.

La mia prima domanda fu: ‘cosa stava accadendo nella tua vita quando è iniziato il dolore?’. In quell’anno aveva avuto un incidente in moto e il suo braccio destro aveva subito diverse ferite profonde. Un’operazione chirurgica aveva richiesto che il braccio destro venisse ricostruito utilizzando tessuti che erano stati asportati dalla sua gamba destra.

Per me questa era un’informazione importantissima.

Era scettico di tutta la faccenda Reiki, sia per il suo recente vissuto, sia perché era un uomo molto razionale.

Gli ho spiegato dicendo che il Reiki è una tecnica giapponese che permette di rilasciare stress, tensioni e promuove la guarigione. Non do mai delle garanzie, non faccio promesse, e specifico sempre di non essere un medico.

Abbiamo così iniziato il trattamento Reiki. Quello che segue richiede una certa apertura mentale ad ogni possibilita’.

Stavo trattando il braccio destro quando ho avuto la netta sensazione che questo mi parlasse. Non erano parole che stavo udendo, o parole bisbigliate al mio orecchio; erano più che altro pensieri che percepivo come parole. Inoltre, percepivo il braccio avere una propria intelligenza e consapevolezza, insieme ma allo stesso tempo separati dal corpo. Il braccio era estremamente triste e traumatizzato per l’incidente che lo aveva danneggiato. Inoltre non accettava i muscoli e pelle che aveva ricevuto dalla gamba.

Mi sintonizzo sulla gamba, e similmente a ciò che era accaduto con il braccio, percepivo questo con una propria consapevolezza e intelligenza. La gamba era anche essa traumatizzata per il trauma dell’aver perso parte di se’.

Nel frattempo sto sempre canalizzando Reiki e molto presto diventa a me chiaro che mi viene richiesto di fare da mediatore, utilizzando il Reiki e anche il potere del perdono.  Utilizzo molto dei simboli che conosco: HSZSN per andare all’origine del trauma sia per la gamba, che per il braccio; CKR per lavorare energeticamente con il corpo eterico e praticare quella che viene definita un’operazione chirurgica psichica. Si può operare su diversi corpi, e così ho anche lavorato su quello emozionale e quello mentale. Naturalmente anche il simbolo SHK è risultato determinante per lavorare a livello emozionale/mentale.

Per il perdono ho semplicemente agito da facilitatore tra la gamba e il braccio, tutto nella mia immaginazione s’intende, il ricevente era addormentato e non ha udito alcuna cosa di ciò che stava avvenendo nella mia mente.

Al temine di tutto ciò, la domanda che sorge spesso spontanea è ‘mi sono inventato tutto?’.

L’uomo si era rilassato, infatti aveva dormito per quasi trenta minuti, che di per se’ rappresentava già un successo considerato che non dormiva decentemente da mesi. Il braccio gli faceva meno male, ma certamente non ci aspettavamo miracoli. Ci eravamo lasciati con l’intenzione che mi avrebbe contattato se avesse avuto bisogno di un altro trattamento.

Qualche settimana dopo mi contatta tramite email e mi scrive che il dolore era diminuito circa del 97%; infatti era completamente sparito dal braccio, dall’avanbraccio, dal polso e da parte della mano. Era rimasto solamente un leggero dolore tra l’indice e il pollice della mano destra.

Aveva completamente smesso di prendere le pastiglie di paracetamolo e abbandonato il guanto ortopedico. Era rinato.

Non è sempre così, ma in quel particolare caso, miglioramenti importanti erano stati raggiunti solamente nel tempo di una sessione di quarantacinque minuti.

Sentivo che era stata una sessione alquanto speciale, in quanto mi ero lasciato completamente andare.Se avessi dato ascolto alla mia mente logica, che continuava a ripetere che ero un pazzo, probabilmente avremmo raggiunto risultati diversi.

Tutti possiamo raggiungere questi risultati, io non sono di certo speciale. Quando ci facciamo guidare dal Reiki possiamo fare veri e propri miracoli.

La Porta Energetica

Quando tratti una persona, avrai probabilmente notato che il Reiki fluisce dalle tue mani in altre parti del corpo. Tu e la persona che stai trattando probabilmente sentirete che è questo che sta avvenendo. Potreste sentire calore, formicolio, una sensazione di rilassamento, nell’area dove le tue mani stanno trattando.

Per esempio, se stai trattando la testa, potrebbe accadere che il Reiki fluisca fino allo stomaco. Allo stesso modo, quando le tue mani stanno trattando lo stomaco, potrebbe accadere che percepisca il Reiki fluire nella schiena.

Questo non accade sempre, ma quando accade, è perché le tue mani stanno trattando una porta energetica che connette due parti diverse del corpo o del campo energetico.

La porta energetica apre un ponte o passaggio attraverso il quale il Reiki fluisce alle altre aree. Le porte energetiche sono specifiche per ogni persona e potrebbero cambiare durante il processo di guarigione.

E’ importante capire che il Reiki non sempre fluirà nelle parti dove è richiesto; significa semplicemente che la parte da trattare non è sempre quella dove sono presenti i sintomi.

Per questo motivo, è sempre necessario utilizzare la tua intuizione per trovare la porta energetica di ciascuna condizione; questa porta energetica potrebbe essere localizzata in una parte dove non sono presenti sintomi.

Questo accade perché la porta energetica è spesso dove è presente l’origine della condizione o malattia, ed è energeticamente connessa con l’area che presenta i sintomi.

Quando Usui Sensei iniziò a insegnare, sviluppò due tecniche chiamate rispettivamente Byosen scanning e Reiji-ho. Entrambe le tecniche fanno uso della sensitività energetica per trovare le parti giuste dove trattare (e perciò permettono anche di trovare le porte energetiche).

Un altro modo per trattare è quello di utilizzare il trattamento completo di Takata Sensei, in quanto questo permette di trattare tutto il corpo e perciò di trovare anche le porte energetiche.

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GIANCARLO SERRA

Giancarlo lavora come Operatore Reiki, Terapista della Regressione e Spiritual Mentor a Londra e Italia. È consulente presso il College of Psychic Studies di Londra e tiene regolarmente corsi Reiki e workshop nel Regno Unito, Italia e altre sedi internazionali.

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